756 170. Un nobile della terra di Siena mandò
in regalo a Francesco ammalato un fagiano. Il Santo lo accettò
con piacere, non per desiderio di mangiarlo, ma perché,
come avveniva sempre in questi casi, ne provava gioia per
l'amore che aveva al Creatore. E gli disse: «Sia lodato
il nostro Creatore, frate fagiano!». Poi rivolto ai
frati continuò: «Proviamo ora se frate fagiano
vuole rimanere con noi o se preferisce ritornare ai luoghi
abituali e più adatti a lui».
Un frate, per ordine del Santo, lo portò lontano in
una vigna, ma egli se ne ritornò rapidamente alla .cella
del Padre. Lo fece porre una seconda volta ancora più
lontano, ma ritornò con la più grande celerità
alla porta della cella e, quasi facendo violenza si introdusse
sotto le tonache dei frati, che erano lì sulla soglia.
Allora il Santo ordinò che fosse nutrito con cura,
mentre lo abbracciava e lo vezzeggiava con dolci parole.
Vedendo ciò un medico assai devoto di Francesco lo
chiese ai frati, non per mangiarlo ma voleva mantenerlo per
venerazione verso il Santo. In breve, se lo portò a
casa. ma il fagiano, come se fosse rimasto offeso per essere
stato separato dal Santo, non volle assolutamente toccare
cibo fino a che rimase lontano. Stupito il medico glielo riportò
subito e gli raccontò tutto l'accaduto. Appena il fagiano,
deposto a terra, scorse il Padre suo, abbandonò ogni
tristezza e comincio a mangiare gioiosamente.